I conti in fondo si fa presto a farli.
Qualcuno (chi ha potuto) se n'è andato,
altri col buio hanno passato il guado
e il vento a tratti ne porta le voci,
liberi adesso da usura e contagio.
E se del ponte che l'onda ha annientato
solo i piloni combattono ancora
l'urto dei massi e dei tronchi divelti,
tra dare e avere impossibile saldo
sarà comunque vita, priva e lesa,
sarà fiato sprecato che s'addensa
sui vetri lerci di sale d'aspetto
e noi in piedi lì, a domandarci
quanto ritarda il treno per il mare. |