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Aubade

 

Ti immagino già in treno, annuvolata
dal breve sonno, dai recenti abbracci
le palpebre ancora un poco gualcite,
mentre cullata ascolti e non ascolti
il cicaleccio d'altri passeggeri.
Morbidamente le braccia conserte,
dall'aria ancora cruda del mattino
difendi il caldo buono del tuo corpo,
e del mio, quello che dentro ti resta
e con il mio profumo ti accompagna.

 

© tredì 2000