Non era questo quel che volevamo.
Non una vita in fabbrica, una paga
avvilente, ed ore interminabili
guidando incolonnati negli ingorghi
o fermi in coda al centro commerciale,
quando ad un tratto la vita davvero
si svela solo fabbriche e bisogno,
solo una disperata coda ferma.
Non era questo quel che sognavamo
nelle serate passate abbracciati
guardando l'acqua del fiume fuggire
oltre i piloni della ferrovia;
quell'acqua corre ancora, inascoltata.
Ma voglio che stasera sia la sera,
ti passo a prendere e andiamo a ballare.
La libertà è una macchina veloce,
il serbatoio pieno, e tu al mio fianco
alzi ancora il volume della radio
e mi sorridi, dolce ed invitante,
stendendo adagio le tue gambe nude. |