E non quel muro, non quei fiori sparsi
che la pietà fraterna annoda e snoda,
né quella rete che giace sventrata,
divelta nella corsa tua suicida.
Ma nella viva carne degli amici,
dove si tinge del più caldo sangue,
nel passo che conduce il tuo sentiero
e suona vuoto sotto il nostro piede,
nel cantico che regge un dolce istinto
e intona i nostri fiati nel tuo nome
ti cercheremo, lì ti troveremo. |