Home
Invito al viaggio
Tacet
Il fratello
Clandestini a bordo
Le vacanze estive
Titanic
Entropia
Deflorando F.
Pesci di superficie
Tradizione (lo scaldino)
Il danno
Anteo
La buona ferita
Baby killers
Isabeau
Ultima a Marco
La tagliola
Salvezza
Sogni di Rock 'n' Roll
Bahia, solo andata
Toccata e fuga
Aubade
18 agosto
After hour
Saldi di fine stagione
Fermo immagine
Solamente il male
La terra che non trema
All'ombra delle fanciulle in fiore
Madre
Slavina
Linee interrotte
Corrida
La notte delle comete
Punti fermi
I duellanti
Settembre
L'educazione sentimentale
Monologo di Achab
Aspettando l'uragano
Il simile e il dissimile
Campo di grano con corvi
Requiem
Liberazione
Colonne d'Ercole
Il treno tarderà di almeno un'ora
Il segno del miracolo
La classificazione di Linneo
Generazioni
Il mondo perfetto (Apollo e Marsia)

 

Isabeau

 

1
Giugno riporta il tuo colore inquieto
nei gambi riarsi del frumento, steso
da una versata di imprevista pioggia.
Ed ugualmente la tua carne d'oro
giaceva abbandonata al vento estivo
nei nostri pomeriggi lungo il fiume,
là dove la città cede all'immenso
e raro si apre il passo a chi si inoltra
in cerca di un rifugio per l'amore.

2
Negli occhi tuoi specchiavo la mia pena:
non sottomessa e non ribelle, sola
con la tua verità, quale che fosse.
Nessuna volontà di barattarla
con un destino preconfezionato
di mete certe e stanze prenotate,
di pose ripetute all'infinito,
mandate a mente come un paradigma:
nella tua vita navigavi a vista.

3
Ricordi quel che avvenne poi, Isabeau?
Quanto sarebbe stato allora meglio
stordirsi insieme del selvaggio afrore
della Parma stagnante in lunghe pozze,
e, l'anima sospesa come in sogno,
abbagliati, vagare nella vampa
e smemorarsi, perdersi e svanire!
Restammo, per ingannarci e finire.
Ma ancora adesso so qualcosa di te.

4
Così minuta sembri nella foto,
e più ti guardo e più tu ti allontani.
Ti immagino redenta dagli affari
di una vita comune e senza storia,
vinta creatura che patisce e ambisce
speranze ragionevoli, decenti,
precise all'orlo del tailleur cobalto,
adolescente già di jeans e cuoio
per sempre ormai migrata tra le messi
di campi ove tempesta non si abbatte.

 

© tredì 2000